RELAZIONE SULL’ASSEMBLEA PUBBLICA SULLE PUZZE DI CASSAGNA


Nella serata di lunedì 07/06/2010 si è svolto il tanto atteso incontro con la cittadinanza per discutere la questione delle “puzze di Cassagna”.

Il Salone delle Feste non è gremito ma comunque la partecipazione c’è e la gente si fa sentire anche presto.

I discorsi che vengono fatti sono molti, come anche le insinuazioni con e senza prove, ma il sunto della serata è molto breve perché i punti fondamentali sono pochi e li vado subito a descrivere.

Sono presenti il sindaco Gagliardi, l’amministratore delegato del Cidiu Zandonatti e l’assessore all’Ambiente  per la Provincia Ronco.

Inizia a fare un preambolo il sindaco e, con PC alla mano e proiezioni a muro, ci dice fondamentalmente che presso la discarica Cassagna e il “Punto ambiente” di Druento c’è puzza (ma va?), che hanno deciso di individuare le cause del problema (davvero?) e che prenderanno i provvedimenti adeguati per la risoluzione (ma è meraviglioso!!!).

Poi inizia Zandonatti del Cidiu. Parte raccontando la storia dell’azienda dal 1998 passando per le modalità di aggiudicazione dell’appalto. Poi ci descrive come IN TEORIA avrebbe dovuto funzionare il tutto. Si susseguono slide una dopo l’altra con frasi, numeri, diagrammi, ecc ecc che probabilmente più della metà delle persone presenti non capisce e a cui, tra l’altro, non frega nulla e così l’agitazione aumenta presto fra la gente che subito inizia a vociare.

Durante questo intervento vengono fuori le principali cause del malfunzionamento dell’impianto e che, forse, Cidiu ha individuato i problemi e pensa di poterli risolvere (insomma si intuisce che non c’è ancora nulla di certo).

Successivamente veniamo a conoscenza di informazioni straordinarie!

Ci viene spiegato che, attualmente, ci sono delle persone incaricate di sentire se c’è puzza e telefonare a Cidiu. Sono delle specie di sommelier del mal odore, persone altamente selezionate che, non appena il loro finissimo naso capta la puzza, si precipitano al telefono avvertendo chi di competenza. A quel punto parte uno con la macchina (perché ovviamente non è in loco e quindi parte non si sa da dove) per venire a fare il campionamento. Dato che l’odore è intermittente di solito, quando questo incaricato arriva, esso non c’è più. Perché la puzza è furba, scappa, si nasconde fra gli anfratti…allora questo omino parte per la caccia. Inizia a girare con la sua macchinina (spero ad idrogeno o elettrica), con gli occhi iniettati di sangue, finchè non la cattura e la campiona!

Per questo motivo, per la risoluzione del problema-puzza  verranno forgiati, con uno stage di 6 mesi (questa, purtroppo, non è una battuta), dei superuomini. Il loro naso già superdotato sarà sottoposto ad una cura di viagra per aumentarne le prestazioni e, alla fine dei sei mesi e dopo dure prove e allenamenti, avremo dei perfetti captatori…mi chiedo durante questi sei mesi (e ripeto sei mesi) come faremo! Perché di queste sentinelle ne abbiamo effettivamente bisogno dato che il tanfo è quasi impercettibile…

Dunque abbiamo già una prima risposta: la risoluzione del problema non avverrà presto.

A questo punto si inizia a parlare di una delle principali cause della puzza: il vento.

Sì perché ci viene descritto come nella giornata del 03/06/2010 (giornata di picco storico di puzza), il principale responsabile è stato proprio lui: la puzza non era molta ma il vento, che aveva un moto circolare, l’ha presa sulle sue spalle e gli ha offerto un giretto panoramico nei comuni di Pianezza, Druento e Collegno. La giustificazione del fatto che il fetore è stato percepito per tutto il giorno è che il vento ha compiuto 4 giri completi, ma la puzza era sempre la stessa (nemmeno questa è una battuta). E qui ci viene mostrato un diagramma con l’andamento del vento nella giornata: totalmente incomprensibile.

Individuata dunque una prima soluzione: delle enormi paratie metalliche di altezza almeno 100 metri installate attorno al paese che possano difenderci da questo vento infame.

A seguito dell’analisi dei campionamenti effettuati, Cidiu scopre che a Druento è responsabile per il 100% degli odori, a Collegno per il 30% e a Pianezza per il 50%. La restante metà della colpa è da attribuirsi a terzi…chi sono questi terzi? Nessuna risposta. Io in realtà la risposta credo di avercela: è risaputo che a Pianezza è pieno di vacche…sarà colpa loro! Tutte insieme, si sa, puzzano! (penso a questa infelice battuta verso la metà della serata, intorno alla fine invece, sembra incredibile, ma il sindaco avalla questa teoria! Esco a prendere un po’ d’aria…). Io, personalmente, penso che non si sia vagliata un’altra probabile ipotesi: il 2 giugno era festività nazionale, dunque la maggior parte della popolazione era a casa. Quasi sicuramente ha mangiato pesante e, la mattina successiva, ha “espulso” all’unisono! Credo fermamente che il restante 50% di responsabilità sia da attribuire ai pianezzesi e alle loro malsane e coordinate abitudini…

Individuata una seconda soluzione: distruzione in massa delle vacche.

Ma è verso la fine della serata che arriva la motivazione più valida, l’individuazione del VERO problema della puzza: il doppio nodo ai sacchetti! (nemmeno questa è una battuta). La colpa del cattivo odore è del cittadino stesso che si ostina a fare il doppio nodo ai sacchetti di plastica!

Chiedo scusa per il tono ironico utilizzato ma ho voluto solamente fare una caricatura di un incontro che era già grottesco al naturale. Ritornando al serio, ci viene comunicato che, comunque, l’odore che sentiamo non ha effetti dannosi per la salute. Io personalmente appoggio l’intervento del dott. PIOVANO che spiega che, per un anziano, anche solo il fatto di sentire costantemente la puzza e non dormirci la notte può essere pericoloso perchè causa di stanchezza e forte stress indotti. Il dott. Cavallari, portavoce CARP (Coordinamento Ambientalista Rifiuti Piemonte), prende ad un certo punto la parola e, ne sono convinto, rappresenta perfettamente il volere e l’umore dei cittadini. Chiede che, dato che i soldi spesi sono soldi pubblici (altri 500.000 € sono previsti per attuare le possibili soluzioni ai problemi emersi), l’impianto funzioni correttamente sia in termini di resa che di assenza di odori molesti. Ci spiega come un’azione più responsabile da parte degli operatori ecologici potrebbe evitare che i rifiuti organici che arrivano al “Punto Ambiente” siano contaminati da altri materiali (sono stati trovati addirittura copertoni e materassi!). Questa è effettivamente una delle cause di produzione di puzza e una soluzione potrebbe essere il rifiuto, da parte dell’operatore, di ritirare il bidone con la raccolta mal fatta e la segnalazione del numero civico incriminato al Comune. Insieme a questo, dovrebbe essere fatta un’operazione importante di comunicazione, per spiegare molto più dettagliatamente cosa significhi veramente fare una buona raccolta differenziata (anche in termini di guadagno per la nostra salute) e soprattutto come farla per ottenere il risultato migliore. Finora la sensibilizzazione è avvenuta con miseri depliant distribuiti qualche anno fa.

Un’altra cosa che vedo a malincuore è la speranza della gente nell’apertura dell’inceneritore del Gerbido che vedrebbe la chiusura della discarica e, quindi, la soluzione del problema, senza capire oltretutto che il “Punto Ambiente” continuerebbe a restare in funzione e, persistendo nella mal gestione, a produrre cattivi odori.

Ce lo chiamano termovalorizzatore (termine su cui insiste l’assessore Ronco), per imbambolarci, ma il suo vero nome è inceneritore o “cancro valorizzatore”, come incalza Mario Perino del MoVimento 5 Stelle Pianezza. Perché di questo si tratta: un grosso centro che brucia rifiuti producendo cancri. Senza contare che, a termine dell’operazione di bruciatura, si ha un residuo impossibile da smaltire. Mario provoca chiedendo se quest’ultimo andrà a finire in discarica. Qualcuno (facente parte della Giunta?) risponde a gran voce che non è possibile poiché ci sono delle leggi che lo vietano. E allora dove sarà smaltito? A questo non c’è risposta.

Chiaramente le soluzioni reali ci sono: non abbiamo bisogno né di discarica, né di inceneritore. L’obiettivo deve essere il rifiuti zero.

Nient’altro.

Nell’attesa confidiamo nel Cidiu, che non è il primo impianto che realizza e gestisce e saprà (speriamo molto presto) trovare le giuste soluzioni e nell’amministrazione comunale che ci auguriamo si avvicini alle richieste dei cittadini, specie dopo averne potuto valutare il malcontento, sempre più crescente.

G. Pace

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